La cappella del Barolo di Sol Lewitt e David Tremiett compie vent'anni

La Cappella di SS. Madonna delle Grazie, meglio conosciuta come Cappella del Barolo, ha compiuto 20 anni.

La cappella del Barolo di Sol Lewitt e David Tremiett compie vent'anni
La cappella del Barolo di Sol Lewitt e David Tremiett

La Cappella di SS. Madonna delle Grazie, meglio conosciuta come Cappella del Barolo, ha compiuto 20 anni.
 

La strada che porta alla Cappella

La strada che porta alla Cappella

Eretta nel 1914 come riparo da temporali e grandinate per chi lavorava nelle vigne, non è mai stata consacrata, ma è riconosciuta dai più come la chiesa più colorata d'Italia.
Lasciata in disuso e ridotta a rudere, nel 1970 è stata acquistata (insieme ad alcuni ettari circostanti) dalla famiglia Ceretto (proprietari della famosa cantina piemontese) che nel 1999 commissionarono a due artisti -  Sol LeWitt e David Tremlett - la sua ristrutturazione in chiave contemporanea, trasformandola in uno degli edifici più famosi e visitati della zona.
Per celebrare il ventennale di questa iconica struttura immersa nella campagna piemontese - precisamente nelle Langhe, in provincia di Cuneo, nel vigneto Brunate di La Morra -  è stato organizzato un evento al quale sono stati invitati VolgoItalia e VolgoArte. 


Durante l'evento 'Keeping Time',  promosso dalla famiglia Ceretto proprio per il ventennale della Cappella, è stato presentato un doppio vinile, contenente 20 tracce di 20 artisti, ed un libro dal titolo 'Cappella del Barolo di Sol LeWitt e David Tremlett. L’ultima eclissi del millennio”, edito da Corraini. 
In questa occasione, la strada che porta a questo iconico monumento (strada Fontanazza) ha avuto anche  l'intitolazione artistica di 'Strada alla Cappella del Barolo di Sol LeWitt e David Tremlett' da parte della sindaca di La Morra, Marialuisa Ascheri.

 

 

 

Ceretto ha sempre avuto un rapporto di consuetudine con l'arte fin dagli anni 80 quando commissionò il restyling grafico delle sue etichette dei vini al designer Silvio Coppola creando l'inconfondibile logo Blangè del suo famosissimo bianco.
Con l'entrata delle terza generazione in azienda (il gruppo vitivinicolo Ceretto è stato fondato nel 1937) il rapporto con l’arte si è ulteriolmente consolidato ed ampliato, coinvolgendo molti architetti nonché artisti di grandissima fama in progetti innovativi ed esclusivi, con l'istallazione di strutture che si integrano perfettamente nel paesaggio come quello delle Langhe, un territorio di rara bellezza. Un esempio è il Cubo a Castiglione Faletto, una struttura  trasparente che sovrasta le viti della DOCG del Barolo, oppure lo scenografico Acino presso la tenuta Monsordo Bernardina, una piattaforma sospesa che dà all’osservatore la sensazione di fluttuare al di sopra delle colline. Siti, questi appena citati, di cui vi parleremo approfonditamente nei prossimi articoli.


 

 

A pranzo Volgo è stato ospite di uno dei ristoranti di proprietà Ceretto: "La Piola", dove lo chef Dennis Panzeri ci ha deliziato con la cucina tipica del territorio langarolo, perché Ceretto oltre a vino e arte è anche ristorazione.  Non si può non citare l'impegno della famiglia nella valorizzazione di un altro prodotto tipico del territorio langarolo: la Nocciola Piemonte I.G.P. 


In mattinata siamo stati ad Alba, presso la Chiesa di san Domenico, per l’inaugurazione della mostra 'Per un rinnovamento immaginista del mondo', organizzata dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione CRC (un’esposizione che sarà aperta al pubblico fino al 10 novembre 2019), dove si possono ammirare i lavori provenienti dalle Collezioni del castello di Rivoli Museo d’Arte contemporanea, dalla fondazione CRC e da collezioni private.
Una giornata interessante, dunque, all’insegna dell’arte, alla quale Volgo è stato ben felice di presenziare per promuovere e condividere sui suoi canali di Instagram questo lato di Italia che più ci piace.

Revisione articolo: Eleonora