Crostata alla marmellata con pasta frolla senza burro

Oggi, vi propongo una crostata con una pasta frolla senza burro ma con l'olio, morbida e friabile da farcire con il vasetto di confettura che più vi piace.

Crostata alla marmellata con pasta frolla senza burro

Cosa è e come è fatta.

La crostata è un dolce tipico italiano composto da una base di pasta frolla, ripiena di confettura, nutella, crema pasticcera o frutta fresca e ricoperta di sottili strisce di impasto intrecciate.

La pasta frolla che, dopo la cottura assume un aspetto friabile dal gusto delicato è un impasto ricavato da farina, uova, burro e zucchero.

Cenni storici.

Sembra che una preparazione simile alla base di pasta frolla della crostata fosse già conosciuta a Venezia, dopo l'anno mille, quando si cominciò ad utilizzare lo zucchero importato dall'Oriente. 

La leggenda.

Anche la pastiera napoletana è una crostata, ma con un ripieno particolare e su di essa viene tramandata una bellissima leggenda.

Partenope aveva stabilito la sua dimora nel Golfo di Napoli e, ad ogni primavera, risorgeva dalle acque ed allietava le popolazioni del luogo col suo canto. Gli abitanti, per ringraziarla, decisero di farle dono delle cose più preziose che possedevano. Così incaricarono sette fanciulle per consegnare i doni, tutti simbolicamente rappresentativi: la farina (forza e ricchezza), la ricotta (lavoro e frutto), le uova (rinnovamento della vita), il grano tenero bollito nel latte (a simbolo dei due regni), l’acqua di fiori d’arancio (simboleggiante il ringraziamento della natura), le spezie (rappresentanti i popoli lontani) e lo zucchero (simbolo della dolcezza del canto della sirena). Partenope, una volta che ebbe ricevuto i doni, li pose ai piedi degli dei, i quali apprezzando, le restituirono il dolce giá pronto. A quel punto la sirena, anziché mangiarlo, lo donò agli abitanti che avevano mostrato tanta generosità nei suoi confronti.

Da allora, in ricordo della Sirena e dei doni, i napoletani misero sempre 7 strisce di pasta incrociate a losanghe sul dolce.

 

Dalla pastiera alla crostata.

I nostri nonni ci raccontano che, durante le festivitá pasquali, la famiglia si riuniva per preparare tante pastiere quanti i componenti della famiglia, di modo da regalarne una ad ognuno. E, la cosa bella, è che donandola se ne riceveva sempre un’altra in cambio. Per questo motivo, anche per evitare di scambiarsi, ogni volta lo stesso regalo, si diffusero delle varianti della pastiera: col riso, con gli spaghetti, col farro, con la crema pasticcera, con la cioccolata e con la confettura.

Ognuno, quindi, interpretò la crostata a modo suo.